AMMORTIZZATORE

AMMORTIZZATORE

L’ammortizzatore è, probabilmente, tra i componenti di una vettura soggetti ad usura, quello meno considerato: da un lato, l’utilizzatore, se non nota anomalie “importanti” durante la guida, non ci pensa neppure; dall’altro, il gommista (o il meccanico), spesso, ci pensa due volte prima di parlare di controllo o sostituzione sospensioni per evitare “grane” col cliente che, anche se storcendo il naso, non avrebbe da ridire per la sostituzione delle pastiglie dei freni, riconoscendone immediatamente l’importanza per la sicurezza, ma, per gli ammortizzatori (poco considerati e “nascosti”), potrebbe indispettirsi.

Bisogna, però, sapere che, in diversi frangenti, gli ammortizzatori sono fondamentali per la sicurezza, come lo sono gli pneumatici o i freni. Per capire bene cosa fanno le sospensioni, può essere utile vedere cosa succede quando non sono più in grado di svolgere il loro compito.

-          Frenata: con ammortizzatori scarichi, si riduce l’efficienza del sistema frenante, con conseguente aumento della distanza di arresto; l’effetto è ulteriormente aggravato sulle auto con ABS, sistema che funziona dando per certa la piena efficienza delle sospensioni.

-          Acquaplaning: la resa sul bagnato diminuisce, aumentando del 10% circa il pericolo di acquaplaning, anche a velocità ridotte.

-          Tenuta di strada: con sospensioni eccessivamente usurate, diminuisce anche il controllo in curva, in presenza di vento laterale e, non ultimo, nei casi in cui il fondo stradale non sia perfetto.

-          Usura degli pneumatici: se gli ammortizzatori non sono più in grado di svolgere il loro compito, questo va a carico delle ruote e, in particolar modo, delle gomme che, di conseguenza, si consumeranno di più e più rapidamente. Inoltre, ad ammortizzatori scarichi, le buche che possono essere prese durante la guida andranno a colpire in modo più grave gomme e cerchi, che avranno, quindi, più possibilità di subire danni (anche gravi).

-          Assetto fari: se il veicolo non ha il controllo che dovrebbe essere garantito dalle sospensioni, anche il fascio di luce dei fari perderebbe di stabilità, oscillando e abbagliando i guidatori che procedono in senso opposto al nostro.

-          Comfort: forse l’effetto più scontato è la perdita di comodità di guida. Molti vedono negli ammortizzatori solo un componente legato a quest’ultimo aspetto, quindi, sono restii ad investirci denaro, soprattutto quando il veicolo ha già diversi anni di vita e il comfort è visto quasi come una frivolezza.

 

Va, poi, tenuto presente che l’usura degli ammortizzatori non è legata solo al tempo o al chilometraggio, ma anche alle condizioni delle strade percorse e alla tipologia di guida e di carico.

Sulle auto moderne ed escludendo problematiche particolari, gli ammortizzatori, in linea di massima, “vivono” per ben più di 100.000 km; ma, considerati diversi fattori (non ultimo le condizioni delle strade percorse), è consigliabile effettuare una prima verifica entro, se non prima, gli 80.000 km: se non altro, si potrà sapere lo stato d’usura ed avere un’idea approssimativa del tempo che avremo a disposizione prima di dover procedere alla sostituzione.

Le verifiche da poter fare sono diverse. Oltre naturalmente al test su un apposito banco di prova elettronico, è possibile valutare lo stato degli ammortizzatori con un’ispezione visiva e/o con una rapida prova su strada per controllare il comportamento del veicolo.

Prima o poi, comunque, se non si cambia auto, arriva il momento di dover sostituire gli ammortizzatori. Per prima cosa, per evitare problemi col cliente, l’autoriparatore deve spiegare in modo chiaro e trasparente perché va fatto l’intervento, quindi preparare un preventivo completo in cui sia incluso, oltre al materiale, anche la manodopera. Da tener presente che, andando a smontare elementi meccanici, sostituiti gli ammortizzatori, dovrà necessariamente essere regolata la convergenza (http://www.nevigomme.com/news/convergenza ).

Come per gli pneumatici, va ricordato che anche gli ammortizzatori vanno cambiati almeno in coppia (sullo stesso asse), anche se uno dei due dovesse presentarsi completamente “sano”.

 

Quando si decide di sostituire gli ammortizzatori (per necessità o per scelta), si possono scegliere diverse soluzioni in base all’utilizzo del veicolo:

  • -          Ammortizzatori originali o equivalenti aftermarket
  • -          Ammortizzatori rinforzati
  • -          Ammortizzatori ribassati
  • -          Ammortizzatori a ghiera regolabile

 

 

 

Bisogna prestare molta attenzione alla scelta: innanzitutto perché ogni tipologia di ammortizzatore è pensato per uno scopo ben preciso; secondariamente perché non tutti i tipi di ammortizzatori sono omologati per uso stradale: alcuni, infatti, sono prodotti specificatamente per uso su pista e utilizzarli “normalmente” avrebbe ripercussioni in caso di controlli (revisione, posto di blocco, assicurazione, ecc.).

 

In ogni caso, è sempre buona abitudine chiedere consiglio al gommista/autoriparatore che, in base alle preferenze e necessità, è in grado di consigliare il prodotto migliore.