DECRETO 20 - Approfondimento

DECRETO 20 - Approfondimento

 

Molti danno poco peso all’importanza del D.M.20: un po’ per scarsa informazione, un po’ perché, come da luogo comune, “l’Italia è il Paese dei furbi”. Ma la regolamentazione dei cerchi after-market non è cosa da sottovalutare. Il pensiero comune è che si tratti di un decreto volto ad ostacolare il mercato after-market con regole incomprensibili e/o per far guadagnare i gommisti. Naturalmente questa visione non è corretta e c’è molto di più.

Partiamo dalla base: utilizzando cerchi di “dubbia provenienza” (i “replica” ne sono un esempio), si corrono notevoli rischi. Anche ASSORUOTE ha dichiarato, in merito all’utilizzo di cerchi provenienti dalla CINA, che “esistono chiari rischi per l’utente”. Non mancano, infatti, casi di incidenti, rischiati o realmente avvenuti, provocati della rottura di uno o più cerchi durante la marcia del veicolo: la causa è da ricercare nella qualità e nella lavorazione dei materiali utilizzati in fase di produzione; le conseguenze sono facilmente immaginabili, soprattutto se si pensa all’autostrada, dove le alte velocità sollecitano in modo particolare (anche) le ruote e amplificano gli effetti di un sinistro.

Quello che si vuol fare non è terrorismo psicologico, ma far prendere coscienza di una realtà molto importante (e semplice!): le ruote sono l’elemento che tiene il veicolo a contatto col suolo; se questo dispositivo è difettoso, fallato o guasto, è evidente che non può essere in grado di garantire la sicurezza dei passeggeri e di tutti coloro che ne incrociano la strada.

Ecco il motivo per cui è stato necessario introdurre dei limiti rigidi: per certi produttori di cerchi, l’entrata in vigore del cosiddetto “decreto ruota” non ha comportato cambiamenti nulla nella produzione, ma, per molti altri, il cambiamento è stato radicale: ora non si possono più evitare certi standard e certe prove.

Ovviamente, perché il sistema funzioni, ogni ingranaggio deve andare nella giusta direzione: anche il rivenditore e/o l’installatore deve rispettare delle procedure. Mentre i cerchi con omologazione ECE sono equiparati agli originali, quindi richiedono la “normale” accortezza in fase di installazione, quelli omologati NAD devono necessariamente essere installati con particolare cura, il che implica anche la compilazione e la consegna al cliente di un documento che attesti il corretto montaggio (o montaggio a regola d’arte) di tutti i componenti: lo pneumatico al cerchio e la ruota al veicolo; si tratta dell’Allegato E*, in cui vengono specificati i dati anagrafici, giuridici ed economici dell’installatore (gommista) e i riferimenti di veicolo e ruote: targa e telaio del mezzo; modello, misura, tipo/codice e numero di omologazione del cerchio e misura dello pneumatico. Per far questo, oltre naturalmente a non dichiarare il falso, bisogna aver depositato la firma presso la motorizzazione per poter essere riconosciuti come “installatori certificati”.

Assieme all’allegato E, dovranno essere rilasciati e conservati dal cliente (in auto) anche il certificato di omologazione e il documento relativo all’ambito d’impiego. Si consiglia di tenere tutti questi documenti assieme al Libretto di Circolazione, in modo che, in caso di controlli, siano a portata di mano.

Per far capire ancora meglio l’importanza del rispetto del Decreto, è meglio precisare anche cosa si rischia se si vuol “fare i furbi”.

Innanzitutto, in fase di revisione, ci sarebbero dei problemi: ora, per passare, le ruote devono essere omologate, così come avviene, già da molto tempo, per altri componenti e dispositivi: si pensi al gancio di traino o all’impianto gpl.

Altra casistica è l’incidente (più o meno grave): come vale per qualsiasi altro componente, se i cerchi non sono omologati, potrà essere motivo, per l’assicurazione, per non rispondere. Inoltre, per molte casistiche, ad intervenire sul posto, sarebbero le autorità competenti (Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Locale, ecc.), che, ovviamente, in fase di rilievi, controllerebbero (o farebbero controllare da appositi tecnici) anche lo stato e le caratteristiche dei veicoli coinvolti.

Più in generale, vendere ed acquistare cerchi non omologati significa violare una norma nazionale a tutela della sicurezza stradale: ovviamente questo comporta pesanti sanzioni che ricadono sia sul consumatore finale, sia per chi li vende.

L’Art. 77, comma 3-bis del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa (da € 164 a € 663) per chi importa, produce per la commercializzazione in Italia o commercializza sistemi, componenti ed entità tecniche senza la prescritta omologazione. È inoltre previsto il sequestro e confisca del componente anche se installato.

Per chi crede che sia necessario solo il cerchio omologato, va detto che l’aspetto burocratico è altrettanto fondamentale. Infatti l’Art.180, ai commi 7 e 8, prevede una sanzione amministrativa (da €41 a € 169) per l’assenza a bordo della dichiarazione dell’installatore relativa al corretto montaggio (Allegato E) e del certificato di conformità. Inoltre, la mancata presentazione, senza giustificato motivo, presso gli uffici della polizia, richiesta per l’esibizione dei documenti e/o per informazioni è punita dalla legge con una ammenda da €419 a € 1682.

Un’altra sanzione è prevista dall’Art.78, ai commi 3 e 4, in caso di ruote più grandi (o piccole) rispetto a quanto riportato sul Libretto: da €422 a €1695 per mancato aggiornamento della carta di circolazione e conseguente ritiro della stessa.

Ora, in considerazione di quello che prevede il Decreto 20, risulta più semplice valutare prezzi e preventivi: se il risparmio è eccessivo, dovrebbe mettere in guardia. Per un servizio completo e nel pieno rispetto delle normative, nel costo finiscono diversi aspetti, che non si limitano al materiale: per essere “installatori certificati”, bisogna depositare la firma in motorizzazione; per poter rilasciare l’Allegato E (montaggio a regola d’arte) è indispensabile rispettare tutte le istruzioni e le note indicate dal produttore nel certificato di omologazione (contrappesi specifici, scelta della valvola e/o del TPMS, verifica compatibilità cerchio/pneumatico nel caso di misure diverse da quanto riportato sulla Carta di Circolazione, verifica che la ruota non sporga dalla carrozzeria, ecc.).

 

 

*Il rilascio dell’Allegato E è obbligatorio in caso di installazione di cerchi omologati NAD perché certifica che le istruzioni date dal produttore relative a montaggio ed installazione siano rispettate alla lettera; se, invece, si parla di omologazione ECE, trattandosi di cerchi completamente equiparati agli originali, l’Allegato E è facoltativo, ma comunque consigliato.

 N.B.: può capitare che, essendoci responsabilità legali, il gommista, senza poter verificare la completa tracciabilità di cerchi acquistati dal cliente da altri rivenditori (accessoristi o online), possa rifiutarsi di effettuare la sola installazione e di rilasciare l’Allegato E.