PNEUMATICI LOW-COST: CONVENGONO DAVVERO?

PNEUMATICI LOW-COST: CONVENGONO DAVVERO?
PNEUMATICI LOW-COST: CONVENGONO DAVVERO?

 

Capita spesso che un cliente che deve sostituire gli pneumatici voglia spendere il meno possibile per i motivi più svariati: “troppe spese”, “è l’auto della moglie”, “a breve cambierò auto”, ecc.

La prima cosa da far capire, anche se può sembrare scontata, è che la ruota è l’unico elemento del veicolo a contatto con la strada; quindi è il primo componente che può garantire la sicurezza di chi è a bordo (e di chi si incrocia). È necessario, di conseguenza, scegliere un prodotto in grado di svolgere questo compito.

Detto questo, è comprensibile, a prescindere dai motivi, che un cliente voglia risparmiare e, in questi casi, le soluzioni generalmente immaginate sono due: gomme premium (Michelin, Pirelli, Continental, ecc.) usate, oppure un prodotto low-cost nuovo.

Per quanto riguarda l’usato, va prestata massima attenzione e, ancora meglio, affidarsi ad un professionista di fiducia che sappia consigliare al meglio, visto che si tratta di un settore particolarmente delicato, dove basta davvero poco per sprecare denaro e correre seri rischi. http://www.nevigomme.com/news/gomme-usate-un-affare-per-chi

Si passa, quindi, alla valutazione di prodotti di “fascia bassa”. Come in tutte le cose, anche il risparmio, se portato all’eccesso, causa più problemi di quanti ne risolva; optando per pneumatici con prezzi troppo bassi, si finisce per sacrificare completamente la qualità: nonostante ci possano essere dei “margini di tolleranza”, in linea di massima, più si spende, più si ha o, come dicono in molti, “la qualità costa”. Ma, per essere chiari, cosa significa qualità in uno pneumatico? Prima di tutto, deve esserci l’omologazione; fondamentale è naturalmente la “tenuta di strada” in ogni condizione (curva, asciutto, bagnato, accelerazione, frenata); altro elemento da considerare è la “resa chilometrica”; da non sottovalutare neppure la rumorosità; altro aspetto importante, ma che in pochi conoscono, è il rapporto tra gomme e consumo carburante: più è bassa la qualità del prodotto, più è alta la “resistenza al rotolamento”; in altri termini, la gomma, facendo più attrito, porta il motore a faticare maggiormente, quindi a consumare più carburante (e inquinare di più).

Per poter proporre prodotti molto economici, certi produttori “tagliano” sulla qualità delle materie prime, della lavorazione e della tecnologia, ottenendo pneumatici non idonei a lunghe percorrenze e/o più soggetti a deformazione e ad una anomala usura che li portano inevitabilmente ad avere “vita breve” e prestazioni limitate in molte, se non tutte, le condizioni.

Quando si scelgono le gomme, è, quindi, bene valutare tutti gli aspetti: lo pneumatico che andremo ad acquistare dovrà essere, poco o tanto, polivalente (cosa difficile, se non impossibile da trovare nel mercato low-cost): a cosa serve avere una gomma con ottima tenuta sull’asciutto, ma che diventa una saponetta su asfalto bagnato? Oppure, quanto è valida una copertura buona per il bagnato, ma che dura poche migliaia di km?

È vero che, da Novembre 2012, è in vigore il “labeling degli pneumatici” che, pur dando alcune importanti indicazioni ai consumatori, non prende in considerazione molti aspetti fondamentali per la scelta: è chiaro che su un’etichetta non possano essere segnalati tutti i valori della gomma, ma, d’altra parte, ne vengono esclusi talmente tanti da renderla (quasi) inutilizzabile ai fini di una scelta realmente consapevole.

Pur non entrando in maniera approfondita nei dettagli, è, ora, più comprensibile che, eccedendo col risparmio, si finisca a spendere di più: una prima volta per acquistare un prodotto “sbagliato”; una seconda, probabilmente spendendo un po’ di più rispetto alla prima, per comprare un secondo treno in sostituzione del primo; il tutto, non considerando eventuali altre problematiche: se una gomma dovesse dare problemi, per esempio, in autostrada, avremmo altre “gatte da pelare” tra ruota di scorta, carroattrezzi, ecc. ecc.

Spiegati i punti su cui stare attenti nel valutare pneumatici economici, cerchiamo di capire, indicativamente, cosa scegliere.

Spesso la voglia di risparmiare fa considerare marchi sconosciuti, il più delle volte provenienti dal mercato cinese e non si valutano o non si conoscono, invece, le soluzioni con un buon rapporto qualità-prezzo; ovviamente, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale la possibilità di poter chiedere consiglio al gommista di fiducia, che può basare la sua opinione non solo sulle recensioni (spesso sterili) dei produttori, ma soprattutto sull’esperienza diretta dei clienti già serviti. Tra le soluzioni possibili, certamente vanno considerati i marchi secondari dei principali produttori: ad esempio BF-Goodrich e Formula sono alternative “economiche”, rispettivamente, di Michelin e Pirelli. Questo, naturalmente, non significa che non ci siano differenze, ma, piuttosto, che la “casa madre”, volendo coprire più fasce di mercato, metta a disposizione prodotti con tecnologie che, pur non essendo all’avanguardia come per i prodotti “di punta”, sono in grado di offrire buone prestazioni a prezzi contenuti. Capita, infine, che il prezzo di questi prodotti non si discosti troppo dalle alternative “super low-cost”.