SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?

SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?
SI PUÒ ALLUNGARE LA VITA DEGLI PNEUMATICI?

 

Se si cerca la parola “gommista” su un dizionario, si trova, in modo più o meno dettagliato, la definizione “chi vende, monta e ripara pneumatici”. Nulla da eccepire, ma, nell’immaginario comune, il gommista è colui che vende (e monta) le gomme per le auto (e per furgoni, camion e moto). Non viene considerata (o, comunque, non viene data la giusta importanza) l’attività di riparazione, che, invece, è molto importante (http://www.nevigomme.com/news/danni-e-riparazione-pneumatici), tanto che, per esempio in inglese, si parla di “tire repairer”, letteralmente “riparatore di pneumatici”.

Come l’attività di riparatore, un altro aspetto del gommista che molti non considerano è la capacità (che dovrebbe essere un dovere al pari della vendita) di dare consigli: sia in merito all’acquisto (è importante acquistare la giusta tipologia di pneumatico in relazione ad auto e stile di guida), sia riguardo alla manutenzione degli pneumatici che, se non sfruttati correttamente, andranno sostituiti troppo presto, sprecando “materiale” e denaro.

Ci sono, infatti, alcuni accorgimenti che, nella loro semplicità, permettono di “allungare la vita degli pneumatici” e, spesso, hanno anche ripercussioni positive sul consumo di carburante e sulla sicurezza.

La prima cosa da fare è scegliere la gomma adatta alla propria vettura. Esistono soluzioni per (quasi) tutte le esigenze: ci sono prodotti studiati dalle case per consentire un alto chilometraggio, un elevato comfort di guida, una buona tenuta sul bagnato, o, ancora, per una guida particolarmente sportiva. Per ogni stile di guida, per ogni tipologia di veicolo, esistono delle soluzioni più o meno specifiche che sono fortemente consigliate. Se, per esempio, su una vettura di piccola cilindrata, si utilizzassero pneumatici altamente performanti, si vanificherebbe lo scopo per cui quel prodotto è stato creato (e prima ancora progettato!), con l’esito di non avere né la tenuta di strada tipica di quella gomma e, comunque, non necessaria per la tipologia di veicolo, né la resa chilometrica che, ragionevolmente, sarebbe da ricercare per un mezzo di piccole dimensioni. Discorso molto simile a parti invertite: se utilizziamo quattro pneumatici “da km” su una vettura supersportiva, non si avrà né la tenuta di strada necessaria (quindi anche la sicurezza), né la resa sulla distanza, finendo solo col “bruciare” rapidamente il battistrada.

 Quindi, al di là dei motivi squisitamente tecnici relativi all’abbinamento pneumatico-auto, è facilmente comprensibile come sia fondamentale che un professionista ci guidi nella scelta giusta.

Detto della scelta del prodotto, è buona abitudine controllare periodicamente la pressione degli pneumatici (indicativamente una volta al mese; meglio ogni 20 giorni); questo consiglio, evidentemente, non viene ripetuto a sufficienza, visto che, giusto per dare qualche dato, almeno il 50% degli automobilisti italiani viaggia con una errata pressione, il più delle volte più bassa rispetto a quella corretta; inoltre, in Europa, ogni anno, vengono sostituiti più di 55 milioni di pneumatici per problemi di usura prematura causata da un’errata pressione. Mantenere i corretti valori di gonfiaggio è fondamentale per evitare un consumo irregolare del battistrada, per ridurre il rischio di foratura e per garantire le prestazioni degli pneumatici (tenuta di strada, spazio di frenata, acquaplaning), senza considerare che, soprattutto con pressione troppo bassa, si aumenta la resistenza al rotolamento, causando consumi di carburante più elevati. Ovviamente, è altrettanto importante l’utilizzo di un manometro il più preciso possibile per gonfiare le gomme, la cui pressione dovrà rispettare i parametri di gonfiaggio stabiliti dal produttore del veicolo (dati che possono essere trovati sul libretto di uso e manutenzione, dove sono indicate le pressioni corrette in base alla misura e alla tipologia di carico con cui si è soliti guidare). La pressione, infine, va tassativamente misurata con le gomme fredde: scaldandosi, l’aria aumenta di pressione, quindi gonfiare con i valori corretti un gomma calda, la porterà ad essere sottopressione una volta raffreddata.

Per quanto riguarda la pressione delle gomme, nel caso in cui si riscontrasse una qualche anomalia, tra le verifiche da effettuare, certamente, si dovrebbero controllare le valvole che, se in cattivo stato, causerebbero una perdita d’aria, quindi andrebbero sostituite.

Altra buona abitudine è l’inversione. Soprattutto per le vetture con due ruote motrici, il consiglio è di fare la “permutazione” ogni 10.000 km circa: visto che le gomme sull’asse trainante subiscono un’usura maggiore rispetto alle altre due, invertire periodicamente la loro posizione, permette di ottenere un consumo uniforme su tutto il treno, riducendo il rischio di dover sostituire troppo presto due sole coperture o di dover cambiarle tutte e quattro, sprecando una parte di battistrada. Con la soluzione allseason, poi, questa manutenzione è ancora più importante: nel periodo estivo, soprattutto, le 4stagioni tendono a consumarsi di più rispetto alle estive; è, quindi, opportuno anticipare l’inversione, programmandola anche ogni 8 o 9000 km.

Per quanto riguarda il battistrada, è consigliabile anche togliere i detriti che possono incastrarsi tra i solchi o tra i tasselli: questi corpi, estranei alla gomma, a lungo andare potrebbero causare danneggiamenti o deformazioni al battistrada compromettendone una corretta usura.

Per chi dispone di due treni di pneumatici (uno estivo ed uno invernale), è molto importante il luogo di stoccaggio di quello non utilizzato. Per una buona conservazione che non comporti un invecchiamento precoce della gomma, è fondamentale che il luogo di deposito sia il più possibile buio e privo di umidità. Infatti la luce, l’umidità e temperature troppo alte o basse, a lungo andare, possono influire sullo stato della gomma che può indurirsi e perdere le proprie caratteristiche in fatto di prestazioni, quindi anche di sicurezza. Se non si dispone di uno spazio adatto a casa, molti gommisti offrono il servizio di custodia (chi a fronte di un pagamento, chi a titolo gratuito).   

Oltre a curare la gomma, è altrettanto importante considerare quei componenti che, se non “in salute”, comprometterebbero anche il corretto consumo degli pneumatici. Mozzo e braccetti, per esempio, se non sono correttamente allineati, causano uno scompenso che va ad influire negativamente sul consumo del battistrada, che, quindi, può usurarsi in modo non regolare. Per questo motivo è altamente consigliato verificare periodicamente la convergenza (e la campanatura) delle ruote (http://www.nevigomme.com/news/convergenza ). Anche se sarà il gommista/autoriparatore a sapere la tipologia di controlli da fare in base al veicolo, segnaliamo che la convergenza può essere verificata/regolata o solo sull’asse anteriore, o su entrambi gli assi, a seconda della tipologia del mezzo.

Anche lo stato degli ammortizzatori è importante: se sono troppo scarichi, le sollecitazioni, soprattutto quelle “violente” causate da buche o cordoli, andranno ad influire sulle ruote, aumentando il rischio di danni agli pneumatici e ai cerchi. Per questo motivo, molti consigliano di controllare gli ammortizzatori, indicativamente, ogni 80.000 km. ( http://www.nevigomme.com/news/ammortizzatore )

Sia in merito alla convergenza, sia relativamente agli ammortizzatori, sono consigliabili verifiche anche più di frequente rispetto a quanto scritto sopra: viste le condizioni di molte strade italiane, anche principali, le sollecitazioni “importanti” a cui è sottoposto un veicolo sono molto frequenti ed è, quindi, alto il rischio di anomalie nella convergenza o nell’usura degli ammortizzatori.

Ultima indicazione, ma non per importanza, riguarda lo stile di guida. Chi ha una guida particolarmente sportiva, con brusche frenate e accelerazioni, porta gli pneumatici ad usurarsi più rapidamente. Più, invece, la guida è tranquilla e dolce/moderata, più si riduce l’usura.

 

Inoltre, il battistrada, anche se è la parte più resistente in uno pneumatico, può subire danneggiamenti se si parcheggia con solo mezza gomma su un gradino, oppure se si prende una buca o una sporgenza a piena velocità, cosa che, oltretutto, metterebbe a rischio anche cerchi, ammortizzatori ed organi dello sterzo.